Le mie 5W del Podcasting

In questo articolo freebie ho deciso di raccontarti le mie 5W del Podcasting.

Ovvero come è iniziata la mia avventura nel mondo podcast con Avrei qualcosa da dire Show.

Inizamo?


WHEN

E’ iniziato tutto a fine 2018. Già scrivevo comico da anni (per diletto), lo facevo sul mio blog e sulla mia bacheca Facebook. Di solito erano lunghissimi post della serie “non è il momento della polemica ma facciamola lo stesso” (con ironia), in cui sostanzialmente me la prendevo con tutto quello che mi capitava.

Risultato? Non in molti leggevano. Insomma, non era più tempo di blog e ci voleva qualcosina di diverso. Perciò per gioco registrai una traccia. Una prima traccia di un pezzo che scrissi criticando prevalentemente un elettrodomestico che fece grande scalpore alla sua uscita per via del numero di influencers (centinaia) chiamate in causa dall’azienda per sponsorizzarlo.

Si trattava del Dyson Air Wrap, dispositivo ultra super mega rivoluzionario che oltre ad asciugarti i capelli te li “abboccolava” da solo grazie ad un getto d’aria speciale. La messa in piega perfetta fai da te alla modica cifra di 500 euro.

Lo ripeto in caps-lock così sembra che urlo: CINQUECENTO EURO!

La cosa che mi fece sbellicare è che le campagne di marketing funzionarono così bene, nonostante il prezzo da capogiro, che questa “bacchetta magica” per capelli finì in un attimo. Nessun rivenditore, compreso lo stesso Dyson, lo aveva più. Introvabile e super desiderato da ogni donna … disposta a far la fame e a triturare la propria dignità per farci un potpourri … pur di averlo!

Insomma, non potevo rimanere impassibile davanti ad un fenomeno simile. Mi faceva davvero troppo ridere, per non piangere. Così Il marketing e la piega perfetta fu il mio primo episodio comico … podcast!

Un microfono, un fondo musicale ed io che leggevo il mio testo.

Stop.

Easy.

Pubblicato.

Ormai è fatta non torno più indietro.

Via col tango. No quello era Via col vento.

VAI col tango!


WHAT

Di cosa avrei voluto parlare in questo podcast appena nato?

Scrissi e registrai quel primo episodio come uno sfogo sociale. E sapevo che ne avrei fatto una serie perché era il mio stile. Ma di fatto non c’era un tema preciso. “Avrei qualcosa da dire” (già nome del sopracitato blog) andava benissimo anche per il podcast. Aggiungerci “Show” è stato un esercizio di stile forse, ma tutto sommato appropriato, in quanto rispecchiava benissimo la mia “sceneggiata” davanti al microfono. Ovvero: una pazza con evidenti problemi mentali che si agita davanti a un registratore mentre blatera cose con aria convinta.

Ed ecco che il mio impronunciabile nonché lunghissimo (e quindi sempre più spesso abbreviato) Aqdd Show, è diventato in poco più di un anno un calderone di contenuti: una serie di flussi di coscienza impulsivi, arrabbiati, commuoventi, comici e seri. In alternanza e in contrapposizione fra loro. Un gran casino. Come la mia testa!

Ma più di tutto volevo che emergesse la mia essenza al 100%. Volevo essere vera, con tutti i miei difetti, senza perdere nessuno spunto regalatomi dalla vita, senza mancare l’occasione di costruisci un’ ironia, una scenetta o un gioco di parole.

Ho iniziato ad appuntarmi delle note per evitare di perdermi per strada quello che mi veniva in mente. Ho iniziato ad osservare le persone, a ragionare al contrario cercando di capire cosa avrei voluto ascoltare da me stessa. Cosa mi avrebbe fatto ridere. Cosa sarebbe stato meglio evitare e cosa invece no.

E di certo non ho mai evitato …ehm … le parolacce. Ed è per questo che negli episodi comici ho quasi sempre inserito il tag esplicito, senza vergogna alcuna.

Eh beh: d’altra parte, quando quella parola con la C o quella con la V ci stanno da Dio … non c’è battuta che tenga! Persino mia madre ha approvato dopotutto!!


WHO

E’ una faccenda solitaria. O quasi!

Nella scrittura, nella voce, nell’interpretazione, nel montaggio, nell’editing, nella scelta delle musiche … Sono quasi sempre solo io. Ma con l’aiuto saltuario del mio compagno Silvio (ex fonico e musicista) nella parte più bacchettona e tecnica. E’ lui quello che mi ha insegnato le basi dell’audio. Ed è sempre lui che mi appioppò a suo tempo un microfono lavalier (anche detto “dem*erda“) per i primi episodi del podcast. Non mi aveva dato due lire. Anzi, due centesimi di euro. Ora invece … beh ora paga pegno (mi ha comprato uno Shure) e mi cazzia sulle piccolezze.

Scherzi a parte (anche se non scherzavo in realtà), un pò come per tutte le cose in cui mette lo zampino la creatività, anche produrre un breve episodio fa parte di un processo delicato. Per quanto ci abbia messo del tempo a capirlo, viste le prime “audio schifezze“, ora posso affermare che si tratta davvero di fabbricare una piccola opera d’arte. Non basta infatti solo scrivere e dare voce ad un testo (ammesso che il testo ci sia, non in tutti i casi c’è), ma di assemblare i pezzi e comporli in un qualcosa che le persone possano apprezzare ed ascoltare volentieri, anche mentre fanno altro.

La scelta del format infatti è fondamentale, quanto banale da ricordare.

Nel mio caso in particolare, il desidero è sempre stato quello di diffondere il mio pensiero e di vincere le mie debolezze (pur mostrandomi a tutti gli effetti vulnerabile, cosa che sono). Liberarmi insomma di quello che avevo bisogno dire e che ho sempre temuto di dire. O che magari semplicemente non mi veniva in mente al momento giusto. Vuoi per paura o per non-prontezza di spirito!

“Una vita intera di risposte brillanti e sarcastiche venute in mente quando ormai era troppo tardi … poi ho preso appunti e ci ho fatto un podcast!”

Questo è ciò che recito nel trailer del podcast, ed è davvero il motivo per cui ho deciso di raccogliere ogni esperienza bella o brutta in una sorta di diario. Volevo che tutto fosse memorabile e soprattutto ri-ascoltabile!

Per chi? Per me: per ricordarmi e imparare le lezioni. E per gli altri: per aiutarli a riflettere insieme a me o a riderci sopra … anche quando nemmeno io davvero ci riesco.


WHY

Perchè ho iniziato? Perchè mi fa stare bene scrivere e molto di più raccontare. Dare voce alle storie è qualcosa che non ha prezzo! E pensare che all’inizio di questa avventura credevo di potermi stufare prima o poi!

Ma in realtà non è mai successo. Anzi, quello che sembrava un gioco è diventato praticamente un lavoro. Difatti oggi professionalmente mi definisco una digital content creator dal momento in cui mi occupo di diverse faccende “creative” appunto e (soprattutto direi) di podcast!

Ma lavoro a parte, la mia vita è cambiata davvero moltissimo, in meglio. Ho imparato a conoscermi e ho incontrato molte persone. Virtualmente ed in carne ed ossa!

Questo perché il podcasting crea una connessione particolare fra chi parla davanti ad un microfono e chi lo ascolta con le sue cuffiette. E se oggi mi chiedono come mai l’ho scelto rispetto ad altri mezzi di comunicazione (come ad esempio può essere fare video o semplicemente scrivere), quasi non saprei spiegarlo. Ma probabilmente direi molte cose sconnesse, che però funzionano tutte bene anche insieme.

Direi che è un’ottima via di mezzo (ma prendila come un gioco di parole). Che è un media emergente perciò c’è ancora spazio per tutti. Che ti serve fondamentalmente un’idea e un buon microfono (anche se non è proprio verissimo ma ci si può iniziare). E che, soprattutto nel caso di podcast narrativi come il mio, la voce è davvero la migliore alleata a sostengo di un bel monologo scritto …

Con le parole puoi raccontare tutto: viaggi, esperienze, storie d’amore, fiabe. Non ti serve davvero nient’altro! Oddio, magari una bella musica di sottofondo si dai 🙂


WHERE

Nella mia cameretta destinata a studio. Nel mio spazio isolato dove riesco a concentrarmi per creare quello che desidero e raccontarlo poi davanti al mio microfono. Lo stesso posto nel quale mi dedico per ore all’editing e al riascolto in cuffia.

Per esattezza nella zona sud ovest di Milano.

Ma anche in mobilità, in giro per il mondo … come quando fra Peru e Bolivia ho registrato attimi salienti del mio ultimo viaggio on the road. Ho catturato suoni che potrò riascoltare per rivivere quei momenti quando ne avrò voglia.

Ascoltare ti lascia una sensazione particolare addosso, ti fa percepire più dettagli … più di quanti tu riesca a coglierne da una ripresa. A volte non ci soffermiamo su molte cose quando guardiamo un film.

L’audio invece è diverso. Non è qualcosa in meno, anzi! E’ un percorso emozionale. E’ come se i tuoi sensi (vista a parte) si amplificassero.

Ecco perché quando ascolto quella puntata, mi sembra di tornare lì!

Di viaggiare … grazie al potere del suono.


HOW

Il come non fa parte delle 5W ma lo considero essenziale per spiegare cosa è diventato per me fare podcasting e cosa potrebbe invece essere per te.

Il mio come è sicuramente l’essere vera, spontanea, genuina … mostrare l’autentica me. Questo è il mio valore aggiunto. La mia chiave. Non c’è una scaletta. Non c’è una tendenza da seguire. Io seguo me stessa.

E il mio compromesso è proprio questo: raccontarmi senza filtro.

Mi rendo conto che non tutti vogliono o riescono a farlo, né tantomeno lo condividono. Quello che a mia “discolpa” tento di fare è cercare di mandare un messaggio positivo. Di far pensare. O dubitare le persone.

Esatto: dubitare. Perché è doveroso. Tutti dovremmo poter dubitare di più e giudicare meno. O almeno, non senza prima aver dubitato un po’.

Nel mio podcast sono passata dal raccontare la mia spesa-impresa comica al supermercato al parlare di un’amicizia storica interrotta da un brutto male. E riuscire a farlo con le giuste parole e il giusto spirito non è sempre facile, talvolta è anche molto doloroso quanto doveroso … per lasciare un segno dentro se stessi e dentro il cuore di chi ti ascolta.

Nessuna parola è sprecata o detta per caso. Ogni parola è un regalo per me e per voi.

Il mio secondo “come” è aver capito che non basta metterci le parole, non basta essere spigliati o saper leggere ciò che scrivo in modo avvincente o esilarante. Quello che conta è anche come lo registri!

L’attrezzatura fa la differenza. Un buon microfono, ma anche il montaggio, il sound design. Una copertina che faccia spiccare il tuo podcast nelle varie librerie! Tutto fa brodo. E tutto è essenziale, nonché estremamente personale.

Ma devo dire che non sono “nata imparata”. Ci sono arrivata con il tempo a capire come e dove migliorarmi. Come complicare le cose per renderle più mie. Per ciascuno è diverso ma per quello che riguarda la sottoscritta … posso dire che all’inizio ho sbagliato proprio tutto!

Ma a tutto c’è rimedio! Ho aggiustato man mano il tiro e mi sono guadagnata la fiducia del mio pubblico.


CONCLUSIONI

In un prossimo post parlerò di aspetti più tecnici e specifici, ma nel frattempo … ti lascio un piccolo accenno:

Se avessi già in mente un podcast da realizzare ma non hai gli strumenti (o semplicemente volessi migliorare la tua attrezzatura) ti consiglio di andare a dare un’occhiata a questa pagina, in cui ho preparato dei setup utili per te a seconda del budget!

Se invece mi volessi parlare direttamente, a quattrocchi, del tuo progetto o di ciò che hai in mente, non esitare … sarò felice di aiutarti!

Grazie infinite per aver letto ed esserti iscritto!

Alla prossima.

Chiara

Pubblicato da Maria Chiara Virgili

Mi chiamo Maria Chiara Virgili e sono un'autrice comica. Creo podcast e video d'intrattenimento per il web. Condivido digital tips & tricks sul mio blog.