Dannati Architetti: L’architettura in chiave comica.

La sperimentazione nella creazione di contenuti.

Sino a due anni fa, creare contenuti sul web (e per il web) per me era una cosa totalmente nuova. Sapevo benissimo che avrei dovuto sperimentare e sbatterci la testa per ritagliarmi il mio angolo e capire chi avrei voluto essere in questo mondo super affollato di creator e divulgatori.

La verità? I miei progetti Iniziali non funzionavano. E più mi ci accanivo, più mi chiedevo il perché, più la risposta la avevo davanti e non la vedevo.

Finché tutto mi è improvvisamente diventato chiaro!

In questo articolo ripercorro la mia strada e quella del mio secondo podcast: Dannati Architetti.

Definisci te stesso e “trova la quadra”.

Mi ha sempre messo in difficoltà l’idea di dover trovare una definizione. L’esigenza di dover per forza avere quel tag che dice agli altri chi sei. Quello pseudonimo che parla di te. Quella bio impeccabile che ti racconta in poche parole.

Ero sicura di non riuscire a catalogarmi. E soprattutto di non riuscire a farlo in modo così sintetico!

Perché non tutti nasciamo con una vocazione, con uno scopo chiaro in testa. Non tutti siamo astronauti, medici, sportivi o aviatori. Non tutti abbiamo un vocabolo fatto a posta per noi. Alcuni di noi sono complicati e hanno sfaccettature così tanto diverse che in una bio e un tot limitato di caratteri, non ci stanno.

Ma è anche vero che nella vita non puoi fare tutto. E così, creando contenuti e non vedendo grandi risultati su alcuni fronti, ho dovuto eliminare il superfluo. Concentrandomi su poche cose, ma buone. Riflettendo su me stessa e su quel percorso, ormai bello avviato, che mi ha permesso di tirare le somme. E alla fine …

Eureka!

Quella missione che pensavo di non riuscire a compiere, in realtà si è rivelata fattibile! E così l’ho compiuta, trovando finalmente la mia definizione, il mio pseudonimo perfetto, qualcosa di riconoscibile, “memorabile” ed originale.

Un’equazione ed il suo risultato.

@archicomica non è quindi solo un nickname, ma è l’esito di un lungo percorso e di un ragionamento interiore. È il connubio fra il mio background formativo (e professionale) nell’architettura, e il modo di comunicare e divulgare attraverso la mia vena comica. Il tutto mediante la scrittura e il podcasting, già messi a punto durante la mia prima esperienza con Avrei qualcosa da dire Show.

Niente dunque a caso, ma tutto perfettamente (e finalmente) logico. Solo che tutti se ne erano accorti tranne me!

Non avevo capito che con Dannati Architetti, la mia seconda serie podcast, avevo trovato la mia quadra.

E stavo già parlando come avrebbe fatto Archi Comica.

Come avrei fatto io.

Ridimensionare. Fare meno, ma fare bene!

Nell’ultima puntata di Avrei qualcosa da dire Show, il mio podcast autobiografico, ho voluto spiegare questo ragionamento e il perché fosse per me necessario, a quel punto, interrompere la serie (per un po’).

Semplice. Oltre a non poter fare tutto, sono cambiata io.

E’ cambiato il mio modo di vivere (anzi, stando a Milano con il Covid non ho vissuto proprio!), ho preso decisioni importanti e attraversato momenti difficili di cui non avevo voglia di parlare … insomma. Non avevo più niente da dire! Ed ero profondamente triste.

Quindi quell’angolo all’interno del quale raccontavo le mie giornate sfogandomi e dicendo le cose di pancia, aveva perso senso. E per la paura di interrompere tutto, era diventato il luogo in cui dovevo per forza dire qualcosa. Prendendo spunto dal web, dalle notizie e da cose che però non vivevo direttamente sulla mia pelle.

Mi sono accorta che non funzionava quando qualche ascoltatore ha iniziato a dirmi che non sembravo più io. Ma soprattutto quando hanno cominciato a spuntare numerosi consensi e significativi risultati per la seconda serie, Dannati Architetti. Serie che non stavo minimamente pubblicizzando e della quale era uscita solo una puntata o due.

Quindi. Era il momento di ridimensionare. Tagliare il superfluo per concentrarmi sul progetto che di più a quel punto mi rappresentava. Creando canali appositi e selezionando i social di riferimento (solo alcuni). Concentrandomi sulla comunicazione audio eliminando in parte quella video (optando per TikTok con un format di divulgazione dedicato ed immediato, anziché continuare su YouTube … decisamente troppo impegnativo).

Fare meno insomma … ma fare bene!

Racconta ciò che sai. E ti dirò chi sei!

Da sempre consiglio a chi vuole avviare un podcast, di scegliere una nicchia o un argomento che lo rappresenti, che possa essere legato al lavoro o agli studi universitari o che lo appassioni così tanto da poterne parlare per ore ed ore.

E io stessa non lo avevo ancora fatto! Preferendo parlare di me e della mia vita come atto liberatorio.

Solo a maggio 2020, dopo mesi di riflessioni, ho deciso di prendere coraggio ed avviare Dannati Architetti.

Per me la storia dell’architettura, come anche quella dell’ingegneria, oltre a rappresentare una passione, sono quel know-how, acquisito durante gli studi, che non ho mai dimenticato. E da qui la voglia di condividerlo … ma stavolta, dopo una serie di errori commessi e lezioni imparate attraverso il mio primo podcast, sapevo già tecnicamente come farlo bene!

Ovviamente non si hanno mai i risultati garantiti. A maggior ragione se si decide (come nel caso di Dannati Architetti) di puntare su qualcosa che non esiste ancora nel panorama del podcasting!

Nessuno poteva dirmi come sarebbe andata a finire. Così ho iniziato sotto banco, con timidezza. Con puntate pubblicate a distanza di tempo, considerandolo un progetto secondario rispetto al primo podcast.

Pensavo, in tutta onestà, che nemmeno funzionasse, che fosse noioso nonché un tema poco popolare e di scarso interesse.

Poi ho avuto la conferma che mi sbagliavo, e non di poco. Me ne sono accorta non solo dagli ascolti, ma perché, banalmente, la nicchia dell’architettura è molto popolata! E trovare delle persone interessate ad ascoltare storie di architetti non è difficile come lo è trovare persone disposte ad ascoltare le TUE storie personali (come nel caso di Avrei qualcosa da dire Show) e partendo dal presupposto che nemmeno gli amici spesso e volentieri le ascoltano …

Scegliere poi di parlare di vite di personaggi importanti che hanno fatto la storia di un particolare settore, può potenzialmente interessare chiunque. L’idea, che ho voluto mettere in pratica in Dannati Architetti, anche grazie ad una grafica curata, consiste nel raccontare, in modo leggero e divertente, la vita, le sfumature, le curiosità e le cose non sempre dette (quelle che non si trovano sui libri insomma), in modo da arricchire il racconto e renderlo avvincente per chi l’architettura e gli architetti li conosce, e fornire allo stesso tempo un’infarinatura generale a chi è nuovo in questo mondo o è semplicemente curioso di conoscerlo meglio.

Dopo mesi di esperimenti fra podcasting e social, grazie a questo progetto che si è evoluto poco alla volta, ma soprattutto grazie al primo, che mi è servito per fare rodaggio (sbagliare, mettere alla prova la mia ironia e le capacità di scrittura – esposizione), ho capito che comunicare e divulgare non solo fanno parte della mia persona, ma che farlo nel settore che mi appartiene per via degli studi, mi fa sentire completa, a posto con me stessa e con gli altri. Consentendomi di risultare autorevole e credibile.

Insomma, dopo tanto ”sbatty”, come si dice a Milano, ho capito dove andare a parare! E spero che la mia esperienza possa esserti utile.

Chiara


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Pubblicato da Maria Chiara Virgili

Mi chiamo Maria Chiara Virgili e sono un'autrice comica. Creo podcast e video d'intrattenimento per il web. Condivido digital tips & tricks sul mio blog.