Il Gateway Arch di Eero Saarinen

Storia di un arco scintillante e dei suoi precedenti iconografici

Vincitore nel 1947 del concorso per il Jefferson National Expansion Memorial a St. Louis nel Missouri con il progetto di un arco parabolico in acciaio inossidabile alto 192 metri, Eero Saarinen (figlio dei Eliel Saarinen, architetto di origini finlandesi) si guadagnò la sua meritata fama. Il Gateway Arch è un’opera interessante per la sua capacità di coniugare modernità e tradizione: da un lato, con il suo monumentalismo, cita l’archetipo romano dell’arco trionfale, dall’altro è una grande testimonianza tecnologica, occasione che sfuggì all’Italia del ventennio con il progetto mai realizzato dell’Arco Imperiale all’E42.

Eero Saarinen, Gateway Arch Drawing – CSondi via Flickr

L’arco dell’E42, noto anche come Porta del Mare o Arco Libera, venne inizialmente progettato da Adalberto Libera per l’Esposizione Universale di Roma. Seguirono numerosi ripensamenti sul materiale da adottare e vennero prese in considerazione svariate proposte: Libera e Di Berardino suggerirono un arco in cemento armato, mentre Cirella, Covre, Ortensi e Pascoletti un arco in metallo. Poiché la struttura avrebbe dovuto essere dimostrazione di assoluta autarchia, i gruppi si accordarono e proposero un’opera in Lautal (lega in alluminio-rame-silicio), un metallo italiano nella sua totalità di produzione e, a differenza del cemento armato, facilmente recuperabile all’atto della demolizione. La luce avrebbe dovuto raggiungere i 330 metri, ma sebbene la lega fosse dotata di caratteristiche meccaniche simili a quelle dell’acciaio dolce, per una serie di criteri prudenziali e per non rinunciare alla costruzione di quello che sarebbe stato l’emblema dell’E42, il Duce decise di andare contro la politica autarchica optando per una struttura portante in acciaio e pareti esterne in lega di alluminio. Lo scoppio del secondo conflitto mondiale impedì di iniziare l’opera.

La forma dell’arco di Saarinen è quella di una “catenaria pesata capovolta” ovvero un coseno iperbolico che segue però dei parametri diversi rispetto a quelli di una catenaria classica. Le sezioni trasversali delle colonne sono triangoli equilateri che si restringono salendo in altezza, partendo dai 16 metri delle basi sino a giungere ai 5,2 metri in sommità.