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The Podcast Blog

In questo angolo che chiamo “The Podcast Blog”, pubblicherò dei Blog Posts relativi al mio percorso creativo fra scrittura e voce, degli articoli di approfondimento sulle puntate, ma soprattutto ciò che succede dietro le quinte del mondo podcast e della comunicazione digital. Insomma ti riserverò davvero un sacco di spunti e tips and tricks utilissimi.

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Chiara

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Dannati Architetti: L’architettura in chiave comica.

La sperimentazione nella creazione di contenuti.

Sino a due anni fa, creare contenuti sul web (e per il web) per me era una cosa totalmente nuova. Sapevo benissimo che avrei dovuto sperimentare e sbatterci la testa per ritagliarmi il mio angolo e capire chi avrei voluto essere in questo mondo super affollato di creator e divulgatori.

La verità? I miei progetti Iniziali non funzionavano. E più mi ci accanivo, più mi chiedevo il perché, più la risposta la avevo davanti e non la vedevo.

Finché tutto mi è improvvisamente diventato chiaro!

In questo articolo ripercorro la mia strada e quella del mio secondo podcast: Dannati Architetti.

Definisci te stesso e “trova la quadra”.

Mi ha sempre messo in difficoltà l’idea di dover trovare una definizione. L’esigenza di dover per forza avere quel tag che dice agli altri chi sei. Quello pseudonimo che parla di te. Quella bio impeccabile che ti racconta in poche parole.

Ero sicura di non riuscire a catalogarmi. E soprattutto di non riuscire a farlo in modo così sintetico!

Perché non tutti nasciamo con una vocazione, con uno scopo chiaro in testa. Non tutti siamo astronauti, medici, sportivi o aviatori. Non tutti abbiamo un vocabolo fatto a posta per noi. Alcuni di noi sono complicati e hanno sfaccettature così tanto diverse che in una bio e un tot limitato di caratteri, non ci stanno.

Ma è anche vero che nella vita non puoi fare tutto. E così, creando contenuti e non vedendo grandi risultati su alcuni fronti, ho dovuto eliminare il superfluo. Concentrandomi su poche cose, ma buone. Riflettendo su me stessa e su quel percorso, ormai bello avviato, che mi ha permesso di tirare le somme. E alla fine …

Eureka!

Quella missione che pensavo di non riuscire a compiere, in realtà si è rivelata fattibile! E così l’ho compiuta, trovando finalmente la mia definizione, il mio pseudonimo perfetto, qualcosa di riconoscibile, “memorabile” ed originale.

Un’equazione ed il suo risultato.

@archicomica non è quindi solo un nickname, ma è l’esito di un lungo percorso e di un ragionamento interiore. È il connubio fra il mio background formativo (e professionale) nell’architettura, e il modo di comunicare e divulgare attraverso la mia vena comica. Il tutto mediante la scrittura e il podcasting, già messi a punto durante la mia prima esperienza con Avrei qualcosa da dire Show.

Niente dunque a caso, ma tutto perfettamente (e finalmente) logico. Solo che tutti se ne erano accorti tranne me!

Non avevo capito che con Dannati Architetti, la mia seconda serie podcast, avevo trovato la mia quadra.

E stavo già parlando come avrebbe fatto Archi Comica.

Come avrei fatto io.

Ridimensionare. Fare meno, ma fare bene!

Nell’ultima puntata di Avrei qualcosa da dire Show, il mio podcast autobiografico, ho voluto spiegare questo ragionamento e il perché fosse per me necessario, a quel punto, interrompere la serie (per un po’).

Semplice. Oltre a non poter fare tutto, sono cambiata io.

E’ cambiato il mio modo di vivere (anzi, stando a Milano con il Covid non ho vissuto proprio!), ho preso decisioni importanti e attraversato momenti difficili di cui non avevo voglia di parlare … insomma. Non avevo più niente da dire! Ed ero profondamente triste.

Quindi quell’angolo all’interno del quale raccontavo le mie giornate sfogandomi e dicendo le cose di pancia, aveva perso senso. E per la paura di interrompere tutto, era diventato il luogo in cui dovevo per forza dire qualcosa. Prendendo spunto dal web, dalle notizie e da cose che però non vivevo direttamente sulla mia pelle.

Mi sono accorta che non funzionava quando qualche ascoltatore ha iniziato a dirmi che non sembravo più io. Ma soprattutto quando hanno cominciato a spuntare numerosi consensi e significativi risultati per la seconda serie, Dannati Architetti. Serie che non stavo minimamente pubblicizzando e della quale era uscita solo una puntata o due.

Quindi. Era il momento di ridimensionare. Tagliare il superfluo per concentrarmi sul progetto che di più a quel punto mi rappresentava. Creando canali appositi e selezionando i social di riferimento (solo alcuni). Concentrandomi sulla comunicazione audio eliminando in parte quella video (optando per TikTok con un format di divulgazione dedicato ed immediato, anziché continuare su YouTube … decisamente troppo impegnativo).

Fare meno insomma … ma fare bene!

Racconta ciò che sai. E ti dirò chi sei!

Da sempre consiglio a chi vuole avviare un podcast, di scegliere una nicchia o un argomento che lo rappresenti, che possa essere legato al lavoro o agli studi universitari o che lo appassioni così tanto da poterne parlare per ore ed ore.

E io stessa non lo avevo ancora fatto! Preferendo parlare di me e della mia vita come atto liberatorio.

Solo a maggio 2020, dopo mesi di riflessioni, ho deciso di prendere coraggio ed avviare Dannati Architetti.

Per me la storia dell’architettura, come anche quella dell’ingegneria, oltre a rappresentare una passione, sono quel know-how, acquisito durante gli studi, che non ho mai dimenticato. E da qui la voglia di condividerlo … ma stavolta, dopo una serie di errori commessi e lezioni imparate attraverso il mio primo podcast, sapevo già tecnicamente come farlo bene!

Ovviamente non si hanno mai i risultati garantiti. A maggior ragione se si decide (come nel caso di Dannati Architetti) di puntare su qualcosa che non esiste ancora nel panorama del podcasting!

Nessuno poteva dirmi come sarebbe andata a finire. Così ho iniziato sotto banco, con timidezza. Con puntate pubblicate a distanza di tempo, considerandolo un progetto secondario rispetto al primo podcast.

Pensavo, in tutta onestà, che nemmeno funzionasse, che fosse noioso nonché un tema poco popolare e di scarso interesse.

Poi ho avuto la conferma che mi sbagliavo, e non di poco. Me ne sono accorta non solo dagli ascolti, ma perché, banalmente, la nicchia dell’architettura è molto popolata! E trovare delle persone interessate ad ascoltare storie di architetti non è difficile come lo è trovare persone disposte ad ascoltare le TUE storie personali (come nel caso di Avrei qualcosa da dire Show) e partendo dal presupposto che nemmeno gli amici spesso e volentieri le ascoltano …

Scegliere poi di parlare di vite di personaggi importanti che hanno fatto la storia di un particolare settore, può potenzialmente interessare chiunque. L’idea, che ho voluto mettere in pratica in Dannati Architetti, anche grazie ad una grafica curata, consiste nel raccontare, in modo leggero e divertente, la vita, le sfumature, le curiosità e le cose non sempre dette (quelle che non si trovano sui libri insomma), in modo da arricchire il racconto e renderlo avvincente per chi l’architettura e gli architetti li conosce, e fornire allo stesso tempo un’infarinatura generale a chi è nuovo in questo mondo o è semplicemente curioso di conoscerlo meglio.

Dopo mesi di esperimenti fra podcasting e social, grazie a questo progetto che si è evoluto poco alla volta, ma soprattutto grazie al primo, che mi è servito per fare rodaggio (sbagliare, mettere alla prova la mia ironia e le capacità di scrittura – esposizione), ho capito che comunicare e divulgare non solo fanno parte della mia persona, ma che farlo nel settore che mi appartiene per via degli studi, mi fa sentire completa, a posto con me stessa e con gli altri. Consentendomi di risultare autorevole e credibile.

Insomma, dopo tanto ”sbatty”, come si dice a Milano, ho capito dove andare a parare! E spero che la mia esperienza possa esserti utile.

Chiara


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Newsletter automatica per Podcast e Blog con Mailchimp

Come creare una newsletter automatica per il proprio Podcast, Blog o canale YouTube?

Ecco un mini tutorial in cui vi spiego come sia semplice creare una newsletter automatica per podcast, blog e video grazie a Mailchimp, la scimmietta tuttofare che rivoluziona il modo di interagire con il nostro pubblico.

Si tratta di una risorsa eccezionale per le newsletter e ricca di automazioni. Basterà registrasi su Mailchimp per settare un’audience, collegare ad essa campagne email, adv, sondaggi, gestire i form, creare landing pages e appunto creare una newsletter automatica per podcast e blog (o insomma per tutto ciò che possiede un feed rss).

Mailchimp è davvero colmo di tools e ci si perde facilmente al suo interno per tutte le cose che ci consente di fare! Ma ha anche delle ottime risorse (guide e faq), che ti consentono di comprenderne facilmente l’utilizzo.

E’ assolutamente gratuito sino a 2000 contatti e 10.000 invii e si integra benissimo con i siti wordpress (mediante widget per l’inserimento di pop-up form o come semplice “blocco” per iscriversi).

Ecco un esempio qui sotto del blocco per iscriversi su wordpress!

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Tieni a mente che, trattandosi di dati, per utilizzare Mailchimp legalmente dobbiamo rispettare il GDPR ed è perciò necessario avere un piano per cookie e privacy sul nostro sito. Per generarlo facilmente ti consiglio di utilzzare Iubenda e ti offro il 10% di sconto sul primo anno di abbonamento al servizio.


Ma come facciamo a creare una newsletter automatica ed inviarla ai nostri iscritti ogni volta che pubblichiamo un nuovo episodio del podcast, video o post del blog?

Una volta registrati e settate le impostazioni di base (piuttosto intuitive), creiamo l’automazione email “Share Blog Updates” all’interno della sezione “automate” (non audience!!!) di Mailchimp.

Eccola nelle immagini sotto.

Basterà dare un nome alla campagna e inserire il gruppo dei destinatari (ovvero la nostra mailing list principale).

Nel mio caso si chiama “Maria Chiara Virgili Podcast Community”.

Nelle impostazioni dell’automazione bisognerà semplicemente settare il feed RSS del proprio podcast, blog o canale YouTube.

Ecco “come sono fatti” i miei:

Dannati Architetti Podcast

Trovi il feed RSS nelle impostazioni del tuo hosting, io utilizzo Spreaker: https://www.spreaker.com/show/4302924/episodes/feed

The Podcast Blog

Per tutti i siti blog basta aggiungere /feed alla fine dell’indirizzo: https://mariachiaravirgili.com/feed/

Chiara Red Canale YouTube

Va aggiunto l’ID del canale che trovate nelle impostazioni avanzate di YouTube: https://www.youtube.com/feeds/videos.xml?channel_id=UChHDl7K_0vDP_FrBCG_jbmQ

E’ chiaro che andrà ripetuta la stessa operazione creando un’ automazione email per ciascun canale (blog, eventuale secondo podcast o canale YouTube).


Andiamo a vedere più da vicino le impostazioni della Newsletter automatica del Podcast o del Blog

Ecco, ad esempio, quelle della newsletter automatica di Dannati Architetti Podcast!

Una volta deciso l’orario di invio della mail (per esempio ore 10 AM tutti i giorni della settimana (occhio al fuso orario perché nelle impostazioni di default non è il nostro!!)), Mailchimp farà un check del feed e spedirà automaticamente la newsletter quando troverà un nuovo contenuto caricato.

E’ chiaro che se pubblichiamo un nuovo episodio alle 9 di mattina, la mail non partirà alle 10 del giorno stesso, perché probabilmente Mailchimp non avrà ancora aggiornato il feed (impiega intorno alle 3 ore).

Quindi di conseguenza la mail partirà la mattina dopo!

Ma non è finita qui perché ci sono anche altre importanti impostazioni da settare, come le voci nell’oggetto della mail, il mittente e le opzioni di tracciamento integrabili naturalmente con Google Analytics.

Quando vedete voci come *|RSSFEED:TITLE|* o cose che vi sembrano apparentemente strane, tenete in considerazione che Mailchimp le imposta per noi. Quindi niente paura! Si chiamano Merge Tags e vanno a prendere i dati dal nostro feed RSS per compilare la mail in modo automatico in tutti i suoi campi.


Disegnamo la nostra Mail!

Nella sezione “design” della newsletter potrete configurare a vostro piacimento la mail inserendo un header, delle grafiche e i richiami ai vostri social partendo da un template.

Una volta scelto, giungiamo finalmente al corpo della mail e noteremo che i merge tags sono ancora una volta configurati in partenza da Mailchimp!

Comprendono titolo dell’episodio, autore, data di uscita e nome del podcast, ma se ne possono aggiungere degli altri (ad esempio la descrizione).

Per vedere come risulterà la mail, potrete cliccare su preview and test, generare un’anteprima su più dispositivi o mandarvi direttamente una mail di prova.

Una volta configurata la mail, ricordatevi che potete salvarla come nuovo template per poi utilizzarlo in una futura/altra automazione.

L’ *|RSSITEM:TITLE|* è il merge tag più importante e conterrà il nome con il link alla nuova puntata (a cui fa riferimento la mail).

Se ci clicchiamo sopra ci rimanderà a Spreaker (ovvero la fonte dell’RSS feed in questo specifico caso).

Tenete in considerazione che l’unica limitazione delle mail automatiche, è che non è possibile “embeddare” un player (audio o video), cosa che invece potremmo potenzialmente fare se le compilassimo a mano.

Non avremo un player né vedremo la copertina d’episodio nel caso di un podcast, mentre per quanto concerne YouTube, non avremo la solita thumbnail del video con la finestra di riproduzione*.

*A meno che non venga inserito un video specifico nella mail automatica, ma è piuttosto inutile dal momento in cui resterebbe sempre lo stesso per tutte le mail che rimandano a video diversi! E no… non è possibile embeddare una playlist ordinata per data di caricamento purtroppo.

Quindi che si fa se i link non sono renderizzabili?

In sostanza per rendere la mail più carina e invogliare chi la legge a cliccare “play“, ho emulato il lettore di Spotify (nel caso dei podcast) utilizzando un’immagine ed un link di rimando al podcast ad essa collegato.


La parte più difficile sta nel creare un’audience.

A parte i vari tool integrabili con i siti WordPress, Mailchimp ci mette a disposizione un link al form di iscrizione che potrete inviare a chi volete o ad esempio inserire in una pagina linktree o multi.link da condividere sui social (ad esempio nel link in bio di Instagram) o nelle descrizioni di un episodio o di un video.

La nostra simpatica scimmietta non ci obbliga quindi ad avere un sito. Anzi, proprio per questa ragione vi offre anche la possibilità di creare una landing page direttamente sulla piattaforma, contenente naturalmente il pulsante per iscriversi alla newsletter.

Ma andiamo a vedere come si crea il

Nella sezione Create, andiamo su Signup Form.

Nella sezione Signup Forms ve ne sono diversi a seconda delle necessità.

Ecco qui sotto l’elenco completo.

Il Subscriber Pop-up è da integrare per forza di cose in un sito, in quanto compare come finestrella non appena ci colleghiamo ad esso, e ci invita ad iscriverci. E’ presente anche in questo sito 🙂

I Form Integrations sono ulteriori form da applicare ad altri siti/app o integrazioni come ad esempio Squarespace (ma non ci interessano in questa occasione e non è detto che ci serviranno in futuro).

A proposito di integrazioni, è possibile collegare Mailchimp ad una Pagina Facebook in modo da avere il pulsante iscriviti anche lì e raccogliere più adesioni.

Per farlo segui questa guida perchè bisognerà accedere ad un altro menù.

Gli Embedded Forms sono invece codici da “incollare” su un sito mediante il blocco “html personalizzato”. Sostanzialmente sono dei box di iscrizione fissi e possono avere diversi aspetti grafici. Dal classico al condensato (solo pulsante).

Ecco la schermata delle impostazioni su Mailchimp per il Classic Form

Ecco qui sotto il risultato applicato al sito incollando il codice.

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Puoi annullare l’iscrizione in qualsiasi momento facendo click sul collegamento a piè di pagina delle e-mail. Per informazioni sulla privacy, visitare il nostro sito Web.

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Ma a noi, prima di tutto, interessa accedere al Form Builder. Che è il cuore del nostro Form, ovvero il luogo dove lo andremo a costruire per poi utilizzarlo nelle modalità sopra illustrate e anche attraverso il magico link che ci semplifica la vita!

Clicchiamo quindi sull’icona gialla del Form Builder (immagine sopra).

Per configurarlo al meglio, oltre a modificarne i testi, è essenziale intervenire sulle impostazioni, perché dovremo tenere conto del GDPR ed eventualmente collegare Google Analytics.

Il Form Builder creerà automaticamente tutte le schermate correlate, come la conferma di iscrizione, la schermata di errore se non si flagga un campo obbligatorio e via dicendo.

Il signup form url che vedete nella schermata sopra è lo short-link che potrete condividere per raccogliere adesioni ed indirizzi email!


Audience Segments ed impostazioni avanzate

Se produciamo contenuti differenti, una cosa interessante che potremmo fare è frammentare il pubblico in fase di registrazione (sempre attraverso il sign-up form), e differenziare così le varie email automatiche.

Inserendo delle check boxes creeremo dei gruppi di email che si basano sugli interessi dei nostri iscritti.

In modo tale che se un utente fosse intenzionato ad esempio a ricevere solo le mail relative ad un podcast specifico, può tranquillamente farlo spuntando la casella apposita.

Si tratta di una procedura più avanzata poiché, per ciascuna automazione email (newsletter), bisognerà stabilire delle regole ben precise nella sezione “recipients“.

Anziché quindi inviare a tutti i contatti, bisognerà specificare un “audience segment“.

Da tenere in considerazione che per aderire alla newsletter, non vi è l’obbligo di mettere le spunte nel form! Quindi sarebbe opportuno creare una regola che invii comunque tutte le mail in questo specifico caso, ed anche per chi ad esempio si iscrive attraverso i blocchi su wordpress o mediante il pop-up form (perché in questi casi non è prevista una scelta in fase di adesione alla newsletter).

Ecco un esempio di regole avanzate.

Una volta configurate le vostre newsletter, potrete trovarle (ed eventualmente modificarle o interromperle in un secondo momento ) dal pannello ongoing campaigns che vi mstrerà tutto quello che è attualmente attivo.


Conclusioni

Ci sono davvero un sacco di altre cose che puoi fare ed automatizzare…

Ma questo articolo mostra solo alcune features di Mailchimp. Quindi per qualsiasi informazione sul suo utilizzo ed il corretto settaggio di impostazioni, regole e tools non illustrati in questa sede, contattami pure.

Sarò felice di aiutarti a creare la tua newsletter!

Spero che che ti sia stato utile scoprire come creare una newsletter automatica per podcast e blog. Se ti va lasciami un commento per farmi sapere cosa ne pensi e cosa ti piacerebbe che approfondissi o trattassi in un prossimo post!

Grazie per aver letto fino a qui!

Chiara


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Creare un podcast: attrezzature TOP

Come creare un podcast di qualità?

Ecco quattro top setup per iniziare a fare podcasting seriamente e migliorare l’attrezzatura preesistente.

Ma, se non dovessi essere pratico, mi preme ricordarti che per creare un podcast (oltre ad un computer naturalmente) hai bisogno di alcuni strumenti essenziali:

Microfono

Il re del podcasting per eccellenza. La scelta di questo strumento deve essere davvero oculata, ma ti aiuto io! E no, non puoi registrare col telefonino!

Scheda Audio

La scheda è altrettanto importante perché elabora il suono. Solo nel caso del setup “comodo” è direttamente integrata nei microfoni consigliati.

Cuffie

Ti servono per ascoltare. Anzi, per ascoltarti! Anche qui un buon prodotto fa la differenza e ti aiuta a capire come migliorare il tuo lavoro a livello sonoro.

Software DAW

E’ il software con il quale andrai a fare l’editing della tua traccia: tagliarla, post produrla e arricchirla di effetti sonori e musica (sound design).


Sei pronto a creare un podcast di qualità top?

Per aiutarti nella tua scelta ho diviso i setup che seguiranno, in categorie che vanno dal comodo al super pro, ma tieni in considerazione che, per ciò che riguarda i microfoni, la decisione potrebbe essere molto personale e variare anche in base alla voce. Per questo ho preferito segnalartene più di uno per ciascuna categoria e fascia di prezzo, ma in generale (e per stare sicuri) considera sempre che andrebbero prima provati!

Nota Bene: Ciascun setup è costituito da strumenti testati ed approvati al fine di ottenere una resa audio di qualità.

Dai! Iniziamo!

SETUP COMODO

Si tratta del kit più essenziale per creare un podcast di buon livello, adatto a chi non dispone di spazio, registra in mobilità o semplicemente vuole rimanere su prezzi piuttosto contenuti. Il Rode NT-USB è un microfono a condensatore ed è un ottimo compromesso in quanto dispone di scheda audio integrata. Lo stesso discorso vale per il Rode Podcaster, che però è dinamico.

La scelta fra condensatore e dinamico non è banale, in quanto il primo è più sensibile e da una particolare “impronta” al suono, ma a caro prezzo. Infatti con questo tipo di microfono dovrai fare i conti con i “rientri” in quanto, molto probabilmente, registrerà tutta una serie di rumori esterni (ventola del pc, rumori del vicino), riverberi e riflessioni sonore (il “suono” della stanza). I microfoni dinamici, invece, sono più neutri, ma soffrono molto di meno dei fenomeni sopra citati. Non è un caso se sui palchi spesso si usa questo tipo di microfono.

Quanto ai software, sono entrambi fra i migliori rispetto a tanti altri molto diffusi ma assolutamente non equiparabili.

E se vogliamo migliorarci un po’ …

SETUP BASE creare un podcast

Passiamo ai microfoni dinamici Shure e al Rode PodMic, accostabile, con un po’ di fantasia, al più blasonato Shure SM7B. A differenza del primo setup, microfono e scheda audio sono due elementi separati, come d’altronde storicamente è sempre stato. La scheda qui proposta è un buon compromesso per creare un podcast, e anche se naturalmente c’è di meglio, è la classica way-to-go per i podcasters in erba e non. Quanto ai software, stessa cosa di prima tranne che Reaper è a pagamento (licenza a vita). Ma per essere così valido è, a mio parere, molto molto economico!

Ok. Qui iniziamo a fare sul serio …

SETUP PRO

A caratterizzare questo setup, sempre più accessori in lista e un’ottima scheda audio. Stessa cosa di prima per quanto riguarda i microfoni che sono praticamente gli stessi tranne il Rode Procaster, che è un wannabe RE-20 (microfono cardioide).

I software sono eccelsi, ed anche questi a pagamento. A differenza di quelli citati sino ad ora, la user experience è molto più gratificante, e la loro flessibilità consente un workflow molto più creativo. Inoltre, hanno molte più funzioni e plugin. Valgono quel che costano anche se naturalmente sono più cari.

Il kit dei sogni è proprio qui sotto!

SETUP SUPER PRO

Questa selezione è davvero spettacolare e rappresenta un sogno proibito! Davvero il top del top per creare un super podcast, tuttavia teniamo sempre conto che non siamo cantanti, quindi non per forza dobbiamo puntare ad un microfono expensive come lo Shure SM7B che è si eccezionale ma per esempio si presta molto di più a voci maschili piuttosto che femminili (soprattutto nel canto) e necessita di una preamplificazione notevole, che molte schede economiche non riescono a fornire. Quindi occhio!

A proposito invece di donne che possono permettersi di usare lo Shure SM7B

Dolcenera | Sciroppo Cover | Voce, piano e Shure SM7B

Ora probabilmente ti chiederai che attrezzatura utilizzo io per creare un podcast

Ebbene, dopo varie prove e sperimentazioni, ho cambiato per ben tre volte setup e qui sotto ti farò “sentire” il perché!

Primo setup

Il primo microfono che ho utilizzato è stato uno sbagliatissimo Rode Smart Lav+ che attaccavo al mio vecchio iPad per registrare con Garage Band. Lo puoi “apprezzare” negli episodi della prima stagione di Avrei qualcosa da dire Show. Solo dopo comprenderai la presenza del preroll ed il perché io non lo abbia inserito nei consigliati.

Episodio registrato con microfono Rode Smart Lav+

Secondo setup

Il secondo microfono che ho acquistato è stato il Rode NT-USB. L’ho utilizzato prevalentemente nelle puntate della seconda stagione di Avrei qualcosa da dire Show e continuo ad utilizzarlo ancora quando sono in mobilità, oppure quando devo fare una diretta utilizzando il computer. E’ davvero super comodo avendo la scheda integrata!

Ecco un episodio per me esemplare (uno per altro dei miei preferiti in assoluto) registrato proprio con questo microfono:

Puntata registrata con microfono Rode NT Usb

Terzo (ed ultimo) setup

Ecco l’attrezzatura attuale che puoi “ascoltare in opera” nella terza stagione di Avrei qualcosa da dire Show e in Dannati Architetti.

SETUP CHIARA | DEFINITIVO | OK | FINAL | A POSTO COSì

Qui sotto una puntata significativa e molto elaborata a livello sonoro di Avrei qualcosa da dire Show, editata con Logic Pro X e composta da più di 40 tracce ed effetti sonori differenti. I vocals sono stati registrati con il meraviglioso (ma difficilino) Shure Beta 58A. Questo microfono è davvero fantastico e a Sanremo è solitamente fra i più utilizzati dai cantanti, non a caso infatti ho selezionato una puntata a tema!

Trattandosi di un dinamico però, devi sapere che prende davvero ogni piccola sfumatura o rumore involontario che in fase di registrazione ti sembra impercettibile. Il che significa dover imparare ad utilizzare la voce facendo, ad esempio, delle attente pause al termine di ogni frase (trattenendo un po’ il respiro) evitando di dover tagliuzzare la traccia ogni santa volta in fase di editing!

Puntata registrata con microfono Shure Beta 58 A e Scheda Focusrite Clarett 2PRE

Questa invece è una puntata di Dannati Architetti in cui potrai apprezzare parlato e narrazione classici e puliti. Il setup è lo stesso.

Puntata registrata con microfono Shure Beta 58 A e Scheda Focusrite Clarett 2PRE

Conclusioni

La scelta delle attrezzature è personale, visti i costi di alcuni articoli! Ma poiché ci sono passata, posso dirti con tutta franchezza che un buon prodotto non dipende solo dai contenuti, ma anche dalla qualità della strumentazione. I setup proposti in questo post sono naturalmente ideali, ciò non ti vieta di risparmiare su alcuni componenti e puntare su altri.

Spero che questo articolo ti sia stato utile, ci tengo a dire che l’ho scritto insieme al mio compagno Silvio Benvenuto, fonico ed host del podcast Vita da Informatici (anche questo registrato con l’ultimo setup che ti ho mostrato). La selezione l’abbiamo ovviamente fatta grazie all’esperienza di entrambi e con lo scopo di consigliarti ottimi prodotti per creare un podcast di ottima qualità.

Se uno fra gli articoli mostrati dovesse interessarti, ti prego di considerare i collegamenti che trovi in questo post che sono in affiliazione. Il che significa che riceverò una piccola commissione quando effettuerai un acquisto attraverso uno di questi link.

Grazie per aver letto fino a qui!

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti o contattami per raccontarmi la tua esperienza!

Sarò felice di aiutarti a creare il tuo podcast!

Chiara


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Dannati Architetti Podcast e altre news

Hola bella gente!!

Come procede a casa?

Pubblico qui sul blog per aggiornarvi su alcune novità, cambiamenti e iniziative che ho introdotto negli scorsi giorni!


La prima notizia è che è finalmente uscito Dannati Architetti, il mio nuovo podcast!

Una serie di intrattenimento culturale, in cui racconto in ordine sparso le vite di celebri Archi Stars presenti e passate, spaziando da grandiosi progetti e geniali follie a gossip e curiosità. 

Un format a tratti cinico e divertente, in cui la storia dell’architettura non è solo per gli addetti ai lavori. Ma proprio per tutti. 

Il podcast è narrato dalla sottoscritta, e scritto grazie all’essenziale contributo di Lucia Russo nella ricerca.

Le illustrazioni sono di Giulia Renzi.

La prossima settimana uscirà la prima puntata, tutta dedicata a Mies Van Der Rohe.

Nel frattempo vi invito ad ascoltare il trailer e ad iscrivervi su Spotify e iTunes per non perdervi gli episodi futuri. La cadenza sarà di un architetto ogni 15 giorni per un totale di 14 puntate. Almeno per questa prima stagione!

Spero di potervi trasmettere un pò della mia passione per la storia dell’architettura (e anche dell’ingegneria) attraverso questo progetto, nel quale ho inserito tutto il mio background e know how da Architetto.

Su iTunes, non appena verrà approvato il feed, troverete il podcast nelle sezioni di Storia, Cultura e Società ed Arti. Presto comunque sarà disponibile ovunque!


La seconda novità è relativa alla terza stagione di Avrei qualcosa da dire Show, inaugurata con l’episodio che vi giro qui sotto:

Per ragioni di natura tecnica, ho deciso di ridurre la programmazione ad una puntata settimanale più consistente, dando maggiore spazio in futuro ai contenuti comici. Quelli un pò più seri (i Morale della Favola per capirci) rimarranno, ma avranno un frequenza diversa.

Perché ho fatto questa scelta? Perché su Instagram e Telegram mi avete aiutata moltissimo nei sondaggi … ed è emersa, sia da parte mia che da parte vostra, la voglia di aggiungere contenuti freschi e più interattivi. Anche in video!

Per questo ho iniziato una mini serie sul mio IGTV personale che si chiama Storie Struccate nella quale sostanzialmente tratterò un pò di tutto. Parlerò di podcast, della mia vita, farò qualche monologo comico … ho davvero tante idee. In pratica è un pò come Si ma che c’entra?, la serie tappabuchi del podcast che ho introdotto nella seconda stagione, ma dal vivo!

Spero che l’idea vi piaccia !!

‼️ Troverete questi nuovi contenuti video SOLO sul mio account personale instagram sul quale sono più attiva in assoluto! (Su Facebook praticamente uso solo Messenger ormai)

‼️ Se mi seguite invece solo su @aqddshowpodcast (il profilo instagram del podcast) vi informo che lì tenderò a pubblicare solo le puntate e cose strettamente inerenti allo show d’ora in poi, e la stessa cosa vale per per il canale Telegram.


A proposito di Telegram

La terza novità riguarda proprio questa piattaforma che personalmente sto rivalutando moltissimo per la sua praticità e per le potenzialità in termini di interazione!

Attraverso la mia voce e la mia persona, che ormai avete imparato a conoscere attraverso Avrei qualcosa da dire Show, ho intenzione di costruire con voi una community. E diventare amici tendendoci la mano!

Semplicemente avrei voglia di condividere con voi quello che sto imparando in questo percorso, quello che vivo … discutere di podcasting, di scrittura, di esperienze di vita e di interpretazione intesa sia in senso teatrale che non!

Per questo ho creato un gruppo di discussione, per il momento pubblico, che si chiama Podcast con Chiara e lo trovate su Telegram cercando @mcvpodcast.

In realtà, come nel mio show, non c’è un argomento preciso per questo gruppo. Possiamo prendere spunto da tantissime cose, come del resto faccio io quando scrivo le puntate.

Insomma, il canale è appena nato e si caratterizzerà col tempo, tuttavia reputo che fattori come l’orizzontalità e la condivisione, siano davvero importanti, dunque non voglio metterli da parte! La differenza con il canale infatti, è che mentre questo è del tutto verticale (io vi scrivo e voi leggete), nel gruppo possiamo invece interagire tutti!

Dunque non esitate ad iscrivervi e a scriverci …!


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Podcasting ai tempi del Coronavirus

Podcasting ai tempi del coronavirus o meno … non si pò negare che farlo sia sempre stato piuttosto smart. Ti serve un microfono, una linea internet, un’idea e qualche competenza di editing audio per produrre buoni contenuti e diffonderli ovunque. Anche da casa.

Quindi perché scrivere questo articolo? Ebbene: semplicemente per raccontarvi come fare podcast possa essere uno strumento utile in circostanze come queste e come invece, in altri casi, possa essere un pò messo da parte da chi solitamente ci ascolta.

Il decreto #iorestoacasa ha sicuramente cambiato le regole del gioco e le abitudini di tutti: non si va a lavoro in auto né con i mezzi. Non si va in palestra. Non si ha quella mezzoretta di filtro in mobilità o magari semplicemente “di pace”, da occupare con l’ascolto passivo di contenuti. Siamo tutti chiusi in casa e ci dedichiamo molto di più alla famiglia, ai figli h24 che devono studiare e pretendono attenzioni, alle faccende domestiche, allo smart working e magari alla fruizione di contenuti video anziché solo audio.

Il calo degli ascolti e i nuovi trend

Moltissimi podcasters riscontrano infatti un calo notevole negli ascolti, cosa del tutto sensata! Ma io ritengo che non sia solo colpa delle abitudini inevitabilmente cambiate, ma anche del tipo di contenuti che vengono offerti.

Credo che in questo momento dovremmo orientarci ed adattarci a ciò che stiamo vivendo tutti. Offrendo prima di tutto intrattenimento e mezzi utili per affrontare i disagi che l’emergenza #coronavirus ha portato.

Un esempio straordinario è Andrea Ciraolo con il suo Passione Podcast , da sempre un canale di riferimento (anche su YouTube) per il podcast training, ma ad oggi anche di supporto a chi necessita un aiuto per fare smartworking, didattica online, videoconferenze e molto altro!

Ci sono poi moltissimi podcast (italiani e non) dedicati proprio al #covid-19 e che trattano temi come la prevenzione e gli aggiornamenti dal mondo. L’esempio più calzante (almeno in Italia) è proprio Medical Facts del celebre virologo Roberto Burioni con storielibere.fm, il quale ha anche un canale YouTube dedicato.

Per non parlare di crescita personale, psicologia, coaching motivazionale ed addirittura yoga, i quali sono al momento sulla cresta dell’onda assieme alle inchieste, all’intrattenimento ed ai contenuti di stampo più narrativo (bene o male sempre in voga). Ecco qui sotto la schermata dei Top Programmi Italia su iTunes del 17 marzo 2020.

Ditemi pure che sto facendo la scoperta dell’acqua calda.

È esattamente così!

È tutto dovuto al trend del momento e ad una facile e molto intuitiva ricerca di marketing, visto che ci troviamo tutti bene o male nella stessa situazione! E’ facile ritrovarci nell’ascoltatore e quindi, sorge immediata la domanda:

Cosa vorremmo ascoltare adesso che abbiamo paradossalmente più tempo, ma organizzato in modo diverso?

Cosa ci rilasserebbe e ci aiuterebbe ad affrontare un momento del genere?

Ecco quindi che spuntano contenuti mirati ai nuovi interessi e magari quelli che prima erano podcast meno ricercati per via del loro argomento, diventano improvvisamente super ricercati ed ascoltati.

Il resto a casa

Credo sia davvero tutto qui! E posso dirlo con certezza dal momento in cui con il mio Avrei qualcosa da dire Show, podcast narrativo e di intrattenimento, non ho mai fatto grandissimi numeri in termini di play e downloads! Eppure da due settimane circa mi trovo in Top Programmi Italia su iTunes.

Nel mio specifico caso a contribuire al boost di Avrei qualcosa da dire Show, ha inciso sicuramente (per un caso del tutto fortuito) la vetrina nella quale è stato inserito, assieme ad altri titoli al femminile, e dedicata alle donne che hanno cambiato le regole del gioco. Questa selezione è stata ideata da iTunes in occasione dell’ #8marzo per la Giornata Internazionale della Donna ed è ancora visibile nella homepage sia su iTunes che su Apple Podcast. Ve ne ho già parlato in questo articolo dedicato.

Tuttavia, altra cosa che ha riscosso moltissimo successo in termini di ascolti, è proprio la mia prima puntata a tema #coronavirus in cui sostanzialmente ho rilanciato l’hashtag #iorestoacasa proprio nelle prime ore dalla sua creazione. Essendo i miei contenuti di stampo prevalentemente autobiografico, era praticamente impossibile evitare il topic ed ho cercato di affrontarlo a mio modo in questo primo episodio con l’obiettivo di sensibilizzare, invitare le persone a stare a casa (perché tutto sommato dobbiamo poterne vedere il lato positivo) e sostenere le campagne di raccolte fondi attivate sulla piattaforma GoFundMe.

L’indignato speciale

Il riscontro è stato davvero positivo tanto che, una settimana dopo, ho voluto insistere e registrarne un altro sempre a tema. Non per cavalcare l’onda sia chiaro, ma perché nel frattempo è successa qualsiasi cosa e in moltissimi hanno dimostrato di non capire quanto questa emergenza sia grave, dicendo e facendo una marea di castronerie! Dunque, come potevo stare a guardare essendo l’host di un podcast che si chiama Avrei qualcosa da dire Show?

Ho perciò esteso la riflessione iniziata con l’episodio precedente inserendo anche i contributi e le testimonianze di due persone che fanno parte della mia famiglia e che stanno vivendo questo fenomeno da due punti di vista completamente diversi, ma che tutti dovremmo sempre poter considerare prima di indignarci senza motivo.

Ne L’ indignato speciale “coronavirus ediscion” oltre all’elenco degli indignati speciali (quelli ingiustificati che però si sono distinti nel circo dell’idiozia che fa notizia) e che questa pandemia ha rivelato essere purtroppo sempre di più fra noi, parlano:

Lucia, una mamma architetto in quarantena e Giorgio, medico specializzando in ospedale.


Spero che gli episodi vi piacciano! Vi invito* a commentare con le vostre riflessioni qui sotto o a raccontarmi, anche in privato se lo preferite, come state vivendo questa situazione.

* L’invito è valido davvero per tutti: sia che siate podcasters o creatori di contenuti, sia che siate ascoltatori, lettori o … semplicemente voi stessi!

Un abbraccio (a distanza).

Chiara


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Festa della Donna: podcast, iniziative e soddisfazioni!

Oggi è l’otto marzo 2020 ed è la festa della donna! Sono fiera di esserlo e di mandare un messaggio attraverso il mio podcast autobiografico Avrei qualcosa da dire Show !

In particolare sono onorata di rappresentare la categoria delle “donne che hanno cambiato le regole del gioco” ideata da iTunes Podcast, e di farlo assieme a tante altre splendide voci femminili in questo giorno così speciale.

Per citarne alcune:

Rossella pianti (Be My Diary), Marvi Santamaria (Match and the city), Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio (Mis(S)conosciute), Michela Murgia e Chiara Tagliaferri (Morgana), Daria Bignardi (L’assedio), Giulia Cavaliere e Sara Roma (Romantic Italia), Ilienia Zodiaco (La Linguacciuta), Annalena Benini (il Figlio), Marianna Peracchi e Giulia Caterina Trucano (Chimera, letteratura a due teste), ma anche i progetti audio di Donna Moderna, Vogue e Vanity Fair!

Colgo questa occasione per mandare un abbraccio virtuale a tutte le donne che si riconoscono nelle nostre parole e a chi come me racconta e si racconta davanti ad un microfono, a prescindere dai titoli presenti in questa copertina.

iTunes Podcast – Donne che hanno cambiato le regole del gioco

👉 Segnalo qui il bellissimo articolo “Mimose in fiamme” scritto da Giulia, Silvia e Maria Lucia di Mis(S)conosciute dedicato all’otto marzo.


So bene che sono giorni difficilissimi e che abbiamo tanto altro a cui pensare. Ma ci tengo a segnalare che oggi non solo è l’ #internationalwomensday ma anche il  #PodRevDay.

Di cosa si tratta?

Ebbene, è un’iniziativa ideata da Stephanie Fuccio, podcaster americana espatriata in Europa che ha lanciato questo hashtag a sostegno dei podcast shows che più amiamo, e che prevede di lasciare almeno una recensione positiva (su iTunes, pagine Facebook o Podchaser) l’otto di ogni mese.

Per chi non lo sapesse, sostenere un podcast è piuttosto difficile.

Non impossibile, ma se c’è una cosa che ha davvero importanza per chi lo fa, è avere la possibilità di diffondere il proprio progetto e mandare un messaggio a chi ascolta.  Lasciare dunque una review positiva, oltre a non costarci nulla, è di grande aiuto per i creators che nella maggior parte dei casi sacrificano il loro tempo libero per realizzare contenuti di alto livello gratuiti e per tutti.

E’ una scelta personale e soggettiva di chi lo fa, ma dimostrare, con un piccolo gesto, che apprezziamo impegno e contenuti proposti … aiuta davvero moltissimo! #justspreadthelove

#PodRevDay supportato da Podchaser

👉 Ecco qui l’articolo di Stephanie per Podchaser in cui spiega l’iniziativa e l’intenzione di diffondere l’hashtag in più paesi, fra cui appunto anche l’italia.


In chiusura di questo articolo mi faceva piacere segnalare che Avrei qualcosa da dire Show sta crescendo giorno per giorno e attualmente è fra i Top Programmi in Cultura e società su iTunes assieme a titoli molto noti a fianco ai quali mi sento piccola piccola.

Fra questi: Secondario di Dario Matassa, Daily Cogito di Rick DuFer, Veleno di Repubblica, Morgana di Storielibere, Ad Alta Voce di Rai Radio3, PMConfidential di Paola Maugeri e molti altri!

Una piccola, grande soddisfazione!!

Aqdd Show fra Top Programmi in Cultura e Società su iTunes Podcast – Marzo 2020

♥️ Vi saluto sperando che le nostre storie possano accompagnarvi ed aiutarvi a sorridere in questo momento così difficile per il nostro paese.

Chiara

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Nuovo Podcast in Cantiere

Breve, anzi brevissima comunicazione … ho un nuovo podcast in cantiere.

Ebbene si!

Dopo un anno e due mesi dall’uscita di Avrei qualcosa da dire Show (che comunque continuerò a portare avanti), mi accingo a scrivere storie per un podcast nuovo di zecca e anche completamente diverso!

Non voglio spoilerare troppo, ma non si tratterà di un altro talk autobiografico, bensì di un argomento (anzi più una categoria) che mi appartiene ma che allo stesso tempo mi ha fatto penare un bel pò negli ultimi anni.

Di chi o di cosa sto parlando?

Potete forse intuirlo dal titolo di questo blog post: “nuovo podcast in cantiere“.

Non voglio svelare di più perché farlo è ancora piuttosto prematuro. Quello che vi dico però, è che iniziare un nuovo audio progetto (personale) con l’esperienza e gli errori del precedente sulle spalle … è senza dubbio la cosa più stimolante che c’è!

Non vedo l’ora di avere pronto il primo episodio demo. E di darvi altri indizi.

Per il momento less is more

nuovo podcast in cantiere
Line art della copertina del podcast realizzata da Giulia Renzi

Per saperne di più

continua a leggere qui

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