Podcast

Dannati Architetti

La serie podcast che racconta le vite dei più celebri maestri dell’architettura, spaziando fra grandiosi progetti, geniali follie, gossip e curiosità.

Archistars by Giulia Renzi

10500

Spotify Followers

160000

Podcast Downloads

8100

Instagram Followers

Tutti i collegamenti


Ascolta il podcast

Dalla tua App preferita.

Segui le Archi⭐

Sui social o via e-mail.

Sostieni il progetto

Con un piccolo contributo.

Testimonianze 💙

Complimenti, Dannati architetti è veramente uno dei podcast più interessanti che abbia sentito negli ultimi anni. Riuscire a coinvolgere l’ascoltatore raccontando a voce una materia soprattutto visiva è un mezzo miracolo!

Luca

è un piacere conoscere nuovi architetti e soprattutto in format podcast. Un bellissimo lavoro e una bellissima voce!

Alfredo

Grazie per la dedizione che metti in questi lavori! Riesci a trasmettere proprio la passione e la bellezza per quest’arte! Su di me il tuo podcast ha lo stesso effetto di quando ti prende male una serie tv!🙏🏻❤️💥

Luca

Cultura in leggerezza

Un ottimo assaggio di cultura ed una splendida voce.

Silvio

Altissima qualità

Podcast molto interessante anche per chi non sa nulla di architettura. Realizzato con grande cura, sembra di ascoltare un programma radiofonico. Stile leggero e scorrevole, narrazione ironica e arricchita con aneddoti e curiosità. Consigliatissimo. Se ascoltate una puntata non lo lascerete più.

Manuel

Ma io ti adoro! Il mio nuovo canale preferito

Federica

Complimenti per il tuo podcast su Spotify: ho ascoltato quello su Mies e mi è piaciuto molto! Sei bravissima 👏🏻👏🏻👏🏻

Milena

Grazie per questa idea super originale! In realtà ti ho scoperto per caso perché ero in cerca di nuove canzoni da ascoltare, e sono rimasta piacevolmente colpita!

Anna

Aspetto una nuova puntata da un po’. Mi è piaciuto tantissimo quello che ho sentito finora di Dannati architetti. È il primo podcast che io abbia mai ascoltato 💙

Ilaria

Volevo solo farti i complimenti perché il podcast è stupendo. Considera che sono laureato in giurisprudenza e questo ti da la misura delle mie conoscenze in materia. Ciò non toglie quanto sia incredibilmente interessante da ascoltare, per di più hai una voce stupenda. Complimenti ancora!

Andrea

Ciao, volevo farti i complimenti! Ho ascoltato i tuoi podcast e sono veramente ben fatti. Continua così, aspetto le prossime puntate con ansia ❤️❤️❤️

Federica

Ciao Chiara, ho iniziato a seguirti da poco ma sono gia’ una tua grande follower, sei bravissima a raccontare le storie, hai un done eccezionale, saper comunicare…proporrei I tuoi podcast come programmi didattici nelle scuole…per far innamorare I giovani della storia dell’arte…brava brava brava…ti auguro di avere un successo enorme.

Marpi

Ma sei bravissima! Sto ascoltando i tuoi podcast e li condivido con gli appassionati di architettura che conosco. Grazie! 🤗

Cinzia

Ti ho scoperta per caso qualche giorno fa qui su Instagram! Ho ascoltato qualche podcast, sono super interessanti e da quelli traspare una grande passione 😍 complimenti! Sono una studentessa di architettura verso la fine della sua carriera universitaria ed apprezzo sempre molto questo genere di contenuti sui social📌

Giorgia

Mi sono presa il tempo di sentire la puntata su Renzo Piano e mi piacerebbe ringraziarti ancora una volta per lo spettacolare lavoro che hai fatto.  Posso solo immaginare quale lavoro immenso di ricerca ci si dietro e ti ringrazio di aver parlato con cosí tanto affetto di un architetto ” moderno”… la punto è stata bellissima! Grazie di cuore 

Jessica

Da tanto cercavo una cosa del genere ma niente, non c’era! Complimenti, continua a raccontare le store dei nostri amati “dannati” che lo fai davvero bene 👏🏼👏🏼

Alessandra

Ciao Chiara! Innanzitutto complimenti per i podcast, li ho già ascoltati tutti! Ah dimenticavo, sono un architetto! 😉

Michela

Ciao Chiara! Ti seguo da poco e ho già divorato il tuo podcast. Ti scrivo per ringraziarti, sono una futura architetta (spero 😅) con tanta fame di sapere e curiosità. La tua pagina è proprio quello di cui avevo bisogno per avere ispirazione continua, hai presente quando hai voglia di imparare qualcosa di nuovo ma non sai dove cercare cosa leggere e studiare? I tuoi contenuti soddisfano a pieno la mia voracità. Grazie, davvero tanto!!! Fai un ottimo lavoro 💜

Francesca

Complimenti gran bel podcast, da studente di ingegneria adoro Nervi. Complimenti anche per come hai descritto a livello strutturale le opere del più grande ingegnere italiano di tutti i tempi. Trasmetti la passione per l’argomento, ho scoperto ieri il tuo podcast, mi ascolterò sicuramente tutti le altre puntate!

Federico

Sto ascoltando il podcast, complimenti, è molto interessante 😍

Elisa

Volevo complimentarmi con te, adoro il tuo podcast! Lo ascolto nei miei tragitti e ne ho sentiti 3 in due giorni! Bravissima!!

Marzella

Puntate Biografiche

Diébédo Francis Kéré

Diébédo Francis Kéré, premio Pritzker 2022, è un architetto, educatore ed attivista sociale burkinabé; è autore di progetti sartoriali, creati su misura per le comunità locali e caratterizzati da una “materialità radicata nel contesto”. Ripercorriamo la sua opera dalla celebre Gando Primary School agli allestimenti temporanei costruiti in tutto il mondo. Foto in copertina by Schulbausteine via Wikimedia Commons.

Robert Venturi e Denise Scott Brown

Forti delle loro idee e teorie radicali, quali l’accettazione dello sprawl, le citazioni all’architettura vernacolare americana e il rimprovero al modernismo ortodosso rivolto alla sola élite, Robert Venturi e Denise Scott Brown si aggiudicarono importanti commesse. Attraverso manifesti come Learning from Las Vegas e Complexity and Contradiction in Architecture, seppero inscenare un’ironica messa in crisi dei fondamenti teorici e dei codici canonici del Movimento Moderno, promuovendo un linguaggio pop, inclusivo, ricco di segni e significati, in cui a decorazione, trascurata dai puristi, assume un rinnovato valore espressivo, e la libera citazione si tramuta in una dissacrante pantomima della realtà.

Gae Aulenti

Gae Aulenti pseudonimo di Gaetana Emilia Aulenti (1927 – 2012), è stata un’architetta e designer italiana dedita a svariati temi e attiva su diverse scale della progettazione: dal design, all’architettura d’interni sino al restauro, alla museografia e alla progettazione di spazi pubblici. Si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1953, e si formò sotto la guida di Ernesto Nathan Rogers in un periodo segnato da ansie storiciste: l’architettura italiana del dopoguerra era impegnata nella ricerca storico culturale di recupero dei valori del passato e dell’ambiente costruito esistente. Nel corso della sua lunga carriera vinse numerosi premi, tra cui il prestigioso Premio Imperiale per l’architettura conferito dalla Japan Art Association di Tokyo, il premio alla carriera dalla Triennale e la laurea ad honorem dalla Rhode Island School of Design. Foto in copertina: Gorup de Besanez via Wikimedia Commons

Carlo Scarpa

Architetto e designer fra i più apprezzati in Italia e nel mondo, Carlo Alberto Scarpa (Venezia, 1906 – Sendai, 1978) non si dedicò mai alla teoria, ma unicamente alla professione … in particolare all’allestimento di esposizioni e mostre, alla realizzazione di negozi e abitazioni private, e al restauro di complessi monumentali. Affascinato dall’opera dei grandi maestri, in particolare da quella di Frank Lloyd Wright, seppe attingere dalle fonti creando un personale linguaggio, fatto di motivi formali e compositivi ricorrenti, senza mai cadere nella trappola del cliché. La sua elegante impostazione classica, unita alla cura del dettaglio e all’attenzione rivolta al percorso espositivo, rivoluzionò il settore dell’allestimento museografico.

Carlo Mollino

Architetto, designer, fotografo, scrittore, ma anche maestro di sci, aviatore e pilota di auto da corsa, la singolare personalità di Carlo Mollino (1905 – 1973) fu fra le più vivaci dell’architettura moderna. In questa puntata ripercorriamo la sua vita di progettista poliedrico: dalle opere in alta montagna, come la famosa slittovia del Lago Nero e la mai completata funivia Furggen, passando per macchine da corsa aerodinamiche, polaroid segrete e arredi di design futuristici. Nottambulo e sopra le righe, Zevi lo definì un “incorreggibile ragazzaccio”, Mollino è una tra le figure meno etichettabili e più influenti del panorama culturale torinese dagli anni 30, quando realizza il suo capolavoro, l’edificio della Società Ippica Torinese, agli anni Sessanta, quando il suo sorprendente e dettagliatissimo progetto viene clamorosamente escluso dal concorso per il Palazzo del Lavoro di Italia ’61. Successivamente si rifarà con i suoi due progetti più importanti: il palazzo degli affari della Camera di Commercio e il Nuovo Teatro Regio a Torino.

Steven Holl

Neoespressionista, sperimentale, capace di creare combinazioni sorprendenti di materia, colore e luce grazie all’ausilio di tecnologie digitali e ad una sensibilità artistico sensoriale, Steven Holl (1947) è uno dei più influenti architetti e teorici dell’architettura contemporanei. Nella sua produzione, che spazia da progetti per residenze, a campus ed istituti d’arte, ha saputo sintetizzare “ragioni filosofiche e metodologie progettuali” in una ricerca “di esperienza e di critica” (Heck-Chiarone).

Pietro Belluschi

Pietro Belluschi (1899 – 1994) nacque ad Ancona e si trasferì negli Stati Uniti nel 1923. Grazie alla sua intelligenza ed intraprendenza, raggiunse la fama internazionale e divenne un esponente della società post-industriale americana, nonché innovatore chiave di quel modernismo elegante che ha saputo esibire non solo nella costruzione di grandi edifici, ma anche nella progettazione di splendide residenze, confezionate con cura in funzione del clima del Pacific Northwest, in un armonico equilibrio tra spazio e materia, forma e tecnica.

Richard Rogers

Nato a Firenze nel 1933 poi trasferitosi a Londra con lo scoppio della guerra, era figlio del cugino dell’architetto italiano Ernesto Nathan Rogers, figura che lo influenzò nella scelta del percorso di studi, poi completato con successo presso l’AA School di Londra e la Yale University di New Haven. Nel 1964 fondò il Team 4 insieme a Su Brumwell, sua ex moglie, e alla coppia Norman Foster e Wendy Cheesman. Il collettivo contribuì alla definizione della nuova corrente High Tech, portata vanti nel 1971 con Renzo Piano in occasione della progettazione del Centre Pompidou.

Rogers, l’architetto con le bretelle ed il sorriso sempre smagliante, letteralmente giocava con le strutture come fossero pezzi del Meccano giganti dai vivaci colori pop! È passato dalle cromature del londinese Lloyds Building all’arcobaleno dell’aeroporto di Madrid-Barajas, i cui pilastri biforcuti sorreggono una sinuosa onda in copertura. Tantissimi i riconoscimenti, fra questi il Premio Imperiale, il Leone d’oro e il Premio Pritzker ricevuto nel 2007. La sua recente scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo dell’architettura. Ripercorriamo insieme la sua storia e i suoi progetti.

Odile Decq

Odile Decq nasce a Laval, in Francia, il 18 luglio 1955; studia architettura all’Università di Rennes e a La Villette, la scuola nazionale superiore di architettura di Parigi. Nel 1980 con il marito Benoît Cornette fonda lo studio ODBC e i due ottengono presto un discreto successo vincendo il concorso per la realizzazione della sede della Banque Populaire de L’Ouest e d’Armorique a Rennes, in collaborazione con il famoso ingegnere Peter Rice. Nel 1998 la coppia ha un grave incidente stradale e Benoît, 45 anni, muore. “Come farà una donna, da sola, a guidare uno studio di architettura?”, tutti al tempo se lo chiedono … ma la “dame noire” dell’architettura non se ne cura, progetterà dal cucchiaio alla città aggiungendo al suo amato nero una punta di rosso … e riceverà una serie pressoché infinita di premi e riconoscimenti! Fra i suoi progetti più celebri: il MACRO di via Nizza Roma, il FRAC Bretagne a Rennes, il Ristorante Phantom all’Opéra Garnier di Parigi, lo Study Hall a Lione, Le Cargo a Parigi, la Résidence Saint-Ange a Seyssins, il Museo Geologico di Tangshan a Nanjing, l’Art Hôtel a Beijing e la Sede centrale di GL Events a Lione.

Foto in copertina by Columbia GSAPP via Wikimedia Commons

Daniel Libeskind

Daniel Libeskind nasce a Lodz, in Polonia, nel 1943. Di origini ebraiche e figlio di sopravvissuti all’Olocausto, è considerato uno dei più importanti esponenti contemporanei dell’architettura decostruttivista. A lui si devono il fortunato Museo Ebraico di Berlino e numerosissimi altri musei tematici. Tra le altre opere celebri, il progetto del One World Trade Center e City Life a Milano.

Gio Ponti

«Gli italiani sono nati per costruire. Costruire è carattere della loro razza, forma della loro mente, vocazione ed impegno del loro destino, espressione della loro esistenza, segno supremo ed immortale della loro storia».

Giovanni Ponti, detto Gio, nacque a Milano il 18 novembre 1891 e si laureò in architettura presso il Regio Politecnico nel 1921. Interessato alle esperienze della Secessione Viennese e vicino al movimento Novecento, si dedicò inizialmente all’arredamento e alle arti decorative. Fu proprio grazie a questo spiccato talento e all’amore per la pittura e per l’artigianato, che esordì in qualità di designer e consulente artistico per la Manifattura Ceramica Richard Ginori. In seguito fondò la rivista Domus e nel dopoguerra puntò su idee più innovative avvicinandosi all’International Style.

Tadao Ando

Tadao Andō si dedicò all’architettura da appassionato autodidatta, arricchì il suo bagaglio grazie a numerosi viaggi studio in Europa e negli Stati Uniti, ma inizialmente condusse una vita molto varia, svolgendo attività in qualità di falegname, camionista e pugile. Cresciuto al di fuori delle istituzioni architettoniche, gli anni ’60 sono stati per lui quelli dell’apprendimento dell’architettura, della formazione di una personale coscienza sull’abitare, mentre per il Giappone sono i testimoni di un processo di occidentalizzazione dei gusti e dei modi di vita. In questo clima culturale, spinto dall’economia di mercato e combattuto tra due poli opposti, Ando esordisce metabolizzando gli influssi esteri e operando, contemporaneamente, nel solco della civiltà giapponese.

Neri Oxman

«Nella natura non c’è separazione tra design, ingegneria e produzione: l’osso fa già tutto questo».

Neri Oxman, classe 1976, è senza dubbio una delle menti visionarie più brillanti ed affascinanti del XXI secolo. Architetto e designer israeliano-americana è docente associato presso il MIT Media Lab di Boston dove guida il team Mediated Matter, la cui rivoluzionaria ricerca “maker” si occupa di combinare all’architettura, il design generativo o computazionale, la digital fabrication e la biologia sintetica attraverso l’ingegnerizzazione dei materiali e la modifica il DNA.

Neri Oxman Photo Credit: Noah Kalina

Oscar Niemeyer

“Non è l’angolo retto, che mi attira, né la linea retta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Mi attira la curva libera e sensuale, la curva che trovo nelle montagne del mio Paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nell’onda del mare, nel corpo della donna amata. Di curve è fatto tutto l’universo. L’universo curvo di Einstein”. Oscar Niemeyer

Luigi Moretti

Il laboratorio di Luigi Moretti, architetto di punta del regime dal vocabolario razional-classicista, si rivelò improvvisamente ricco di riferimenti al Barocco, al modernismo di Gaudí, al postmodernismo e al brutalismo lecorbusieriano. Nel 1957, ben cinquant’anni prima di Zaha Hadid, lo stesso architetto che durante il ventennio realizzò la casa della scherma, fondò l’Istituto per la Ricerca Matematica e Operativa applicata all’Urbanistica, nel tentativo di portare avanti gli studi sull’architettura parametrica e sull’applicazione di teorie matematiche nella progettazione architettonica! Un grande conoscitore dell’arte, ma soprattutto un vero visionario!

Alvar Aalto

L’architettura organica di Aalto era figlia di una cultura nordica che poneva già al centro il rapporto fra natura e architettura, era inoltre sensibilizzata al tema del paesaggio, dei materiali, della luce e della forma curva. Ma nonostante il contesto in cui si inserì, a fare la differenza fu soprattutto la sua visione personale ed indipendente: Aalto, come Wright, ebbe infatti il coraggio e la presunzione di portare avanti una poetica anti-intellettualistica e dunque lontana dalle vicende internazionali, ma giustificata da un’innata capacità di integrare il costruito nell’ambiente circostante. Alvar Aalto è rimasto un fatto singolare: un maestro del movimento moderno che non agì seguendo gli schemi consolidati del movimento moderno, ragion per cui si distinse dalle altre importanti figure dell’Architettura del XX secolo.

Melchiorre Bega

Bolognese, ma milanese d’adozione, Melchiorre Bega nacque a Caselle di Crevalcore nel 1898 e si laureò in Architettura all’Accademia di belle arti di Bologna. Fu un professionista estremamente prolifico ed attraversò ben cinque decenni e tre importanti stagioni dell’architettura italiana, durante le quali, con intelligenza e sensibilità, riuscì a conciliare egregiamente il mestiere dell’architetto con quello del designer e dell’artista. I suoi inconfondibili interni mostravano una modernità razionalista, abilmente mitigata da un’attitudine colta e pragmatica: non un approccio purista, non radicale, non déco … bensì un linguaggio audace ed innovatore!

Jacques Herzog e Pierre de Meuron

La storia di Jacques Herzog e Pierre de Meuron ha inizio nel 1977, quando, due anni dopo la laurea presso l’ETH di Zurigo, i due aprono lo studio a Basilea, loro città natale. Jaques e Pierre, entrambi classe 1950, entrambi reduci delle lezioni di Aldo Rossi e Luigi Snozzi presso il Politecnico svizzero, inaugurano la loro attività all’alba di una transizione importante fra le correnti architettoniche che rivaleggiavano in quel momento, ed alle quali daranno una ulteriore sferzata a fine decennio.

Riccardo Morandi

Riccardo Morandi nacque a Roma il 1° settembre 1902 e si laureò in ingegneria presso la Regia Scuola di ingegneria di Roma nel 1927. Morì la notte di Natale del 1989 e non fu solo uno studioso ed un professore che insegnava l’arte del costruire ai suoi studenti, ma un progettista che amava profondamente il materiale che aveva sposato: Il cemento armato precompresso. In questa puntata ripercorriamo la sua storia, quella di un uomo che fu in grado di passare dalla costruzione di cinematografi a quella di grandi ponti, uno degli ingegneri più prolifici, premiati e straordinari che l’italia della ricostruzione, e di conseguenza del boom, abbia mai avuto. Oggi purtroppo il suo ricordo si è macchiato a causa del crollo del suo ponte più memorabile, il Viadotto Polcevera di Genova, avvenuto il 14 agosto 2018 alle 11:36 di mattina.

Santiago Calatrava Valls

“L’interesse internazionale mostrato dai principali musei e istituzioni culturali, nonché una continua attenzione della stampa, sono giustificati dall’originalità della sua ricerca e della specifica identità di un lavoro che rifugge da qualsiasi etichetta, proiettandosi su diversi scenari e differenti livelli interpretativi, specchio di una duttilità mentale e operativa che muove dalla scultura al design, dall’architettura all’ingegneria, dalla ricerca figurativa alla sapienza strutturale, dall’espressione stilistica alla scienza del calcolo, dall’antropomorfismo alla sapienza tecnologica. L’immagine armoniosa di organismi in movimento struttura compositivamente un’enfasi espressiva che si manifesta in tutte le sue più importanti realizzazioni: dai sinuosi basculaggi delle aperture della fabbrica Ernsting’s, alle raffinate membrature curvilinee a sezione variabile degli svariati progetti realizzati in tutto il mondo, fino all’appassionante successione di ponti vertebrati”.
Santiago Calatrava – Treccani

Giuseppe Momo

Questa puntata è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino , che conserva l’archivio del protagonista di questa storia: l’ingegnere e architetto Giuseppe Momo (Vercelli, 7 dicembre 1875 – Torino, 9 maggio 1940). Attivo nei primi quarant’anni del Novecento, Momo realizzò numerosissime opere a Torino e in Piemonte, ma soprattutto a Roma dove, su committenza di Papa Pio XI “il Costruttore”, contribuì, all’indomani dei Patti Lateranensi del 1929, alla trasformazione architettonica della Città del Vaticano di cui fu senza dubbio uno dei maggiori artefici. Fra le sue opere più celebri il monumentale ingresso ai Musei Vaticani: la scala a doppia spirale elicoidale inaugurata nel 1932.

Gustave Eiffel

Gustave Eiffel è stato un grande imprenditore francese, ma senza dubbio il più grande ingegnere di strutture reticolari del 1800. Noto principalmente per l’omonima torre parigina che celebra la sua figura, di Eiffel spesso si trascurano gli esordi ed opere ben più significative: innovative e rivoluzionarie dal punto di vista costruttivo, imponenti e maestose per luci e dimensioni. Eiffel infatti diventò celebre, non per la torre che fu una delle sue opere minori e fra l’altro una delle ultime, ma per la costruzione di una serie di ponti ferroviari.

Alfredo d’Andrade

Questa puntata è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino , che conserva l’archivio del protagonista di questa storia. Alfredo César Reis Freire de Andrade, conosciuto anche semplicemente come Alfredo d’Andrade (Lisbona, 26 agosto 1839 – Genova, 30 novembre 1915) fu un architetto e pittore portoghese naturalizzato italiano. Seguace di Viollet-le-Duc, il suo nome spicca fra quelli dei maggiori esponenti della cultura artistica e del restauro in Italia tra il XIX e il XX secolo. Si distinse per i suoi studi sull’architettura medievale, divenne sovrintendente alle Belle Arti di Liguria e Piemonte e membro delle commissioni più prestigiose per il restauro e la tutela monumentale. Ruoli importanti che gli permisero di dirigere tutti i restauri di chiese e castelli sino al 1915 in queste regioni, tra cui quello della Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte, i castelli di Rivara e di Issogne, e la costruzione del Borgo Medievale al Parco del Valentino di Torino, una delle sue opere di maggiore rilievo realizzata in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884.

Frank Lloyd Wright

“L’autentica architettura, insegna Wright, quella del futuro, ma anche del presente e del passato, concerne, plasma, inventa lo spazio vivibile, umano, lo ‘spazio in sé’ a servizio dell’individuo e della comunità… Tuttavia, se l’architettura contemporanea aspira davvero a una reintegrazione, a un nuovo umanesimo, può trovare eccezionali stimoli nelle infinite fonti wrightiane.”

Bruno Zevi

Ada Bursi

Questa puntata è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Torino , che conserva l’archivio della protagonista di questa storia: l’architetto Ada Bursi (1906-1996). Laureatasi nel 1938 presso la Regia Scuola Superiore di Architettura di Torino, Ada Bursi è stata una delle prime architette d’Italia, una pioniera dell’architettura. La sua carriera di progettista, lunga quasi 40 anni, è stata variegata ed intensa a conferma che i confini tra l’architettura e le varie sfaccettature del design sono tipici del caso italiano e indifferenti al genere. Tuttavia, le norme culturali hanno a lungo confinato il lavoro professionale delle donne architetto in aree legate alla casa e alla maternità.

Lina Bo Bardi

“L’architettura di Lina Bo Bardi si arricchisce dell’inaspettato, del caso, della precarietà e della mancanza si risorse. È un tipo di procedura molto simile alle usanze popolari, all’arte kitsch, che a partire dalla scarsità dei mezzi ottiene il massimo dell’espressività. L’opera di Lina Bo Bardi si fa portavoce di una critica potente contro la società corrotta dal consumismo”. Olivia De Oliveira

Sergio Musmeci

Sergio Musmeci (Roma, 2 giugno 1926 – Roma, 5 marzo 1981) è stato un ingegnere ed accademico italiano, molto noto per le sue particolari realizzazioni in ambito strutturale, e considerato uno fra i più grandi maestri dell’ingegneria del nostro paese. In un’edizione di Architettura Cronache e storia del 1988, Renato Pedio lo definì “Uno degli strutturalisti più geniali, colti, eleganti e profondi che l’Italia abbia mai avuto. Capace della cosa più rara, trasformare le equazioni non tanto in manufatti, ma in architettura”. Le opere costruite e l’ampio lavoro progettuale di Sergio Musmeci, sono segnate da un estro creativo senza eguali e fuori dagli schemi tradizionali.

Pier Luigi Nervi

Pier Luigi Nervi è stato un progettista poliedrico. Dalla competenza tecnica dell’ingegnere, attraverso la ricerca formale propria dell’architetto sino alla capacità organizzativa e pragmatica del costruttore … tutte doti tenute insieme da un collante essenziale: l’innata capacità di saper guardare verso un’architettura innovativa, ottimizzata e dunque bella, rimanendo sempre se stesso, fedele alla sua dura personalità di cui sono figlie opere dirette, pure nelle loro forme e funzionali nella loro integrità. La nuda statica, liberata nella sua natura più “sconcia” e fisica, rivela per la prima volta quello scheletro strutturale da sempre celato, che finalmente grida a pieni polmoni, come nelle cattedrali gotiche che tanto Nervi amava osservare, in cui ogni elemento si lega indissolubilmente all’altro, in un ordine spaziale essenziale, chiaro, coerente, tanto necessario quanto espressivo, tanto bello quanto vero.

Paolo Soleri

Paolo Soleri, architetto italo americano e allievo di Frank Lloyd Wright, fu autore di un incessante lavoro teorico il cui centro ruotava attorno a temi come l’ecologia, la vita comunitaria, l’etica sociale e il sovraffollamento globale. Temi di straordinaria attualità che affrontò con impeto già dagli anni Cinquanta, con la realizzazione di Cosanti, e vent’anni dopo con l’esperienza, ancora in corso, di Arcosanti: il “laboratorio urbano” che “si contrappone alle grandi metropoli e alle loro periferie degradate” fondamentale per l’evoluzione delle “città del futuro”.

Renzo Piano

«Quello dell’architetto è un mestiere d’avventura, un mestiere di frontiera in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili”. Renzo Piano

Piero Portaluppi

Piero Portaluppi (1888-1967) è stato un architetto, un docente, un brillante fumettista ed un raffinato disegnatore. La sua figura, umana e professionale, è indissolubilmente legata alla città di Milano. Numerose sono le sue architetture e inconfondibile il suo tocco: elegante ed al contempo aperto a molteplici influenze. Ripercorriamo la sua vita in un affascinante viaggio attraverso lo scenario architettonico italiano compreso fra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, in cui i palazzi e le ville milanesi di Portaluppi costituiscono la sintesi perfetta fra le qualità stilistiche e costruttive del tempo. Un forbito linguaggio disciplinare e culturale, quello di Piero, aperto alle novità ed al contempo legato alla tradizione: proprio di un lessico costruttivo che ha saputo intrecciare una visione del tutto personale ad una curiosità vigile nei confronti della modernità.

Professioniste Anonime

Storie di sconosciute che hanno fatto la storia dell’architettura e dell’ingegneria. Puntata speciale a più voci realizzata in occasione del raggiungimento dei 1000 iscritti su Spotify!

Leonardo Ricci

Leonardo Ricci è stato un architetto italiano molto amato, di origini franco svizzere ed estremamente poliedrico. Ha indossato le vesti del progettista, ma anche quelle del pittore, dello scenografo, dell’urbanista, e del docente. Ricci è stato uno degli esponenti della Scuola Fiorentina guidata da Giovanni Michelucci, che considerava non solo un maestro, ma anche un padre. La sua architettura è un dinamico atto di vita: essa si concentra sul lieto vivere delle persone che la abitano, senza mai dimenticarsi del paesaggio che le abbraccia, dei materiali locali che la modellano e del rifiuto verso uno stile fatto di forme prestabilite. Un fare asimmetrico ed esistenziale, in cui la forma è libera nello spazio.

Louis Kahn

Il genio di Louis Kahn rappresenta un’autentica rarità nella teoria e pratica dell’architettura. La sua visione, le sfide e la sua perseveranza, sono espresse al meglio nelle sue opere monumentali e senza tempo. Ma stridono fortemente con i rapporti umani e le numerose relazioni che, al contrario, non sapeva affatto gestire.

Frank Gehry

“Frank O. Gehry ha, come architetto, un passato poco ortodosso, nutrito di passioni non convenzionali per l’arte e per la vita, progressivamente riflesse nell’espressione di una maniera fortemente estremizzata. Affascinata dalla “sporcizia” visiva della città, l’architettura delle sue case è stata il grido liberatorio di una guerriglia estetica che ha celebrato il brutto. L’ordinario. Il banale. Come ingredienti di una bellezza cheap. Come il fascino di una Cenerentola grunge vestita di stracci”. – Cit. Fulvio Irace

Le Corbusier

Non devo presentarvelo no?

Una puntata speciale, doverosamente lunga, ma ricca di colpi di scena!

Zaha Hadid

La donna più famosa della storia dell’architettura e regina indiscussa degli 89 gradi. 

Ludwig Mies van der Rohe

Storia di un influencer di successo nel mondo dell’architettura e del design, ma completamente negato con le donne.

Puntate

Villa Malaparte

In questo episodio la storia di Villa Malaparte, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Gateway Arch

In questo episodio la storia del Gateway Arch, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Eames House

In questo episodio la storia della Eames House, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Sydney Opera House

In questo episodio la storia della Sydney Opera House, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Bubble Houses

In questo episodio la storia delle Bubble Houses, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Piramide del Louvre

In questo episodio la storia della piramide del Louvre, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Tacoma Narrows Bridge

In questo episodio la storia della piramide del Tacoma Narrows Bridge, una delle tante raccontate all’interno di Instant Architettura Contemporanea, il mio libro edito da Gribaudo ed illustrato da Giulia Renzi, in cui ripercorro la storia dell’architettura dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità.

Le illustrazioni di Giulia Renzi